“Solo se sei pronto a considerare possibile l’impossibile,

sei in grado di scoprire qualcosa di nuovo”.

(Johann Wolfgang Goethe)

“L’importante è avere un pensiero indipendente:

non si deve credere, ma capire”

(Hubert Revees)


“L’Uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”

(Hubert Revees)

giovedì 11 giugno 2020

ANCHE L’A.M.I (AERONAUTICA MILITARE ITALIANA) STUDIA GLI U.F.O.


di Giorgio Pattera

Contrariamente a quanto si pensa, non sono soltanto i “fanatici” degli UFO ad occuparsi del fenomeno degli Oggetti Volanti Non Identificati: l’argomento è addirittura oggetto di studio da parte del 2° Reparto dello Stato Maggiore dell’Aeronautica; segno, questo, dell’indiscutibile interesse che il problema suscita a livello globale. Proseguendo nella carrellata degli avvistamenti nei cieli di casa nostra, riportiamo quello relativo a San Martino di Valmozzola, il primo della nostra provincia a comparire nell’ <<Estratto degli avvistamenti OVNI / marzo 1979 - aprile 1986>>, redatto, per l’appunto, a cura del 2° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica. Dall’inchiesta effettuata a suo tempo dal sottoscritto presso i testimoni oculari del fenomeno, estrapoliamo le dichiarazioni più significative.



S. Martino di Valmozzola: Rapporto A.M.I.


<< Il 6 giugno 1983, alle h. 22.55, io (G.S.), mia moglie e mio cognato ci trovavamo nel cortile di casa dei suoceri. Stavamo parlando, quando mia moglie (che stava avviandosi verso l’auto per far ritorno a casa) vide un oggetto a forma di sigaro, apparentemente solido e di un metallo tipo alluminio-lucido, emanante una luce argentea brillante, con una specie di faro rosso sul davanti, proveniente da sud-ovest, che transitava velocissimo in linea retta, senza produrre alcun rumore, eccetto un fruscio come “di brezza sulle foglie” e che lasciava dietro di sé una striscia più sottile di colore argenteo, tranne al centro, che appariva di colore rosso, come il faro che l’oggetto sembrava portare anteriormente. 



ricostruzione grafica dell'oggetto di S. Martino di Valmozzola

Non si è avvertito alcun odore, né riscontrato alcun effetto sugli animali circostanti (mucche, cani, galline, capre). Non c’era vento e la temperatura, mite, non è mutata durante l’avvistamento, che in tutto è durato circa 10 secondi. L’oggetto è comparso a circa 60° di altezza sopra il bosco, con altitudine stimata in circa 400 metri ed ha percorso con moto rettilineo tutto l’arco di cielo visibile a distanza di circa 500 metri dai testimoni, scomparendo a nord-est alla stessa altitudine, dietro i monti. La forma era quella di un enorme sigaro luminoso, di lucentezza metallica, a contorni netti, lungo circa 30-40 metri, con la parte anteriore color rosso-arancio e lasciava una scia lunga, di colore argenteo ai lati e rossa al centro. Non lasciò nessun residuo a terra. Al momento dell’avvistamento, istintivamente, guardai l’orologio, che segnava le ore 22.55; il fenomeno non produsse alcuna influenza su di esso (orologio tradizionale a lancette).

Ricordo perfettamente che, al momento del manifestarsi dell’oggetto, io e mio cognato stavamo parlando di un nostro congiunto ammalato che si trovava in ospedale a Borgo Val di Taro. La prima ad avvistare l’oggetto è stata mia moglie (M.C.), che era rivolta verso sud-ovest, mentre gli altri parenti erano rivolti dalla parte opposta. L’oggetto andava velocissimo: la sua dimensione minore (= spessore) non doveva essere inferiore ai 5 metri, mentre la “coda” sembrava terminare ad imbuto.

A nostro giudizio non poteva trattarsi né di un aereo né di una meteora ed ha suscitato in tutti una sensazione di sorpresa, di interesse, di curiosità e di compiacimento; nessuna paura o sconcerto. A me personalmente il fenomeno è rimasto molto impresso nella memoria e ne ho parlato subito ai colleghi di lavoro: uno di loro mi ha riferito di averlo visto, anche lui, sopra il paese di Noceto (dove abita), mentre un altro qualche mese prima, in Lunigiana. Nella zona, a circa 20 minuti di cammino, c’è una vecchia miniera di talco, abbandonata dal 1934: ma questo non so se c’entra...>>.



                              ricostruzione grafica di caso analogo di Genova del 1983

  

                                UFO similare - foto astronauti missione Apollo



articolo Gazzetta di Parma 25-07-1992

APPENDICE:

La Verità, come la Natura, non ha fretta...

Dopo 24 anni (!), un testimone assolutamente attendibile, che non teme di esporsi, ci racconta l’incredibile episodio di cui fu involontario quanto attonito protagonista.

«Egr. Dr. Pattera,

Facendo riferimento all'avvistamento del 6 giugno 1983 a S. Martino di Valmozzola, riportato nel suo libro “UFO: vent’anni di indagini e ricerche...” alle pagg. 24-25, le trasmetto il fenomeno di cui sono stato spettatore in quella stessa data e quasi alla stessa ora.

 

Erano circa le 22:30 e stavo guardando un film in TV (“Un dollaro d'onore”, me lo ricordo ancora). Il televisore era vicino alla finestra-balcone che dava sui prati di via F.lli Bandiera e di Via S. Pellico: a quel tempo non c'erano ancora i palazzi costruiti vicino alla sede del PCI e il grande magazzino “SILOS”, oggi “PANORAMA”. Vedo che fuori, nel buio, aumenta sempre più la luce. Mi alzo per verificare, mi dirigo verso il balcone ed istintivamente (ed ingenuamente) afferro gli infissi della finestra aperta, temendo che il "bang" di quell'aereo che volava a bassa quota li facesse tremare: sì, perché sul momento ero convinto che quel “coso” che volava sopra la mia testa fosse un aereo...Ma non era un aereo e subito un sudore freddo, causato dall'emozione, mi coprì tutto il corpo. Era un enorme cilindro argenteo, circondato da luci azzurre e gialle, che velocissimo e silenzioso attraversava il cielo sopra di me, in direzione di Vicofertile. Nella parte posteriore era chiaramente visibile il bagliore della forza di propulsione; molto grande, silenzioso, dal volo radente e velocissimo, ho potuto osservare il tutto abbastanza bene, perché nessun edificio o albero me lo stava impedendo. Chiamai mia moglie, ci sporgemmo dal balcone, ma nessuno stava passando nei paraggi; mi stava capitando la stessa cosa per la quale ironizzavo, quando sentivo parlare di avvistamenti: nessun testimone ! Solo alcune sere dopo, confidando ad amici quanto mi era capitato, ho sentito che alcuni di loro avevano notato quella stessa notte un aumento di luminosità; ma altro non avevano visto, in quanto le loro abitazioni, essendo troppo vicine fra loro, impedivano una visuale più ampia. Ricordo che anche la “Gazzetta di Parma” (in data 25 luglio 1992) relazionò sull’avvistamento, testimoniato all’epoca da un’intera famiglia di S.Martino (marito, moglie, cognato e suoceri). Cercherò di interrogare ancora i miei amici e, se vi saranno novità in merito, sarà mia premura metterne al corrente il Centro “GALILEO” del CUN di Parma.

Autorizzo a rendere pubblica questa testimonianza».

Cordiali saluti.

Umberto Sani

Parma – ottobre 2007


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