“Solo se sei pronto a considerare possibile l’impossibile,

sei in grado di scoprire qualcosa di nuovo”.

(Johann Wolfgang Goethe)

“L’importante è avere un pensiero indipendente:

non si deve credere, ma capire”

(Hubert Revees)


“L’Uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”

(Hubert Revees)

venerdì 19 giugno 2020

2004, L’ESTATE “BOLLENTE” DEI CROP ITALICI…



di Giorgio Pattera


C’era da aspettarselo: anche da noi i “crop”, che già nel 2003 avevano bussato alla porta, nell’estate del 2004 l’hanno letteralmente sfondata. Una volta tanto, quindi, il sensitivo di turno ha colpito nel segno: già nel 2002 aveva vaticinato che nell’anno successivo il fenomeno si sarebbe affacciato anche nella nostra penisola e l’anno successivo aggiungeva che nel 2004 sarebbe addirittura esploso

Questo a dispetto dell’Inghilterra, madrepatria per antonomasia dei crop, che negli ultimi anni ha visto attestarsi al top il numero dei pittogrammi ed oggi vede ridursi, lentamente ma inesorabilmente, il numero degli stessi, secondo una periodicità sinusoidale che recenti studi quantificherebbero in sette anni.

Per ogni contingenza, comunque, è doveroso tentare un’interpretazione: ciò è dovuto al fatto che gli ineffabili extra-artefici hanno trovato più “duttile” la qualità di Triticum seminato nei nostri campi, rispetto a quella delle coltivazioni d’oltre Manica? Oppure lo spirito d’emulazione dei nostrani cultori della “land art”, in competizione fra loro, ha portato ad un’affinazione delle tecniche di realizzazione degli agroglifi?

O ancora: è ipotizzabile un disegno ben preciso da parte dei “circlemakers” di casa nostra (e non), mirante a confezionare più cerchi “falsi” possibili, allo scopo di confondere le acque, pardon, le spighe “vere” da quelle “false”, dato l’insuccesso del tentativo di minimizzare o addirittura negare di fronte all’opinione pubblica l’evidenza dell’enigmatico fenomeno?

Se ieri c’erano dei sospetti, oggi questi si sono trasformati in indizi veramente corposi, se si considera che gli autori delle burle notturne vanno incontro a ben cinque ipotesi di reato (fra civile e penale), entrando senza autorizzazione in proprietà private senza il consenso dell’agricoltore e danneggiando il risultato dell’impegno e della fatica di chi, col grano, ci vive e non ci scherza. A meno che non vi sia qualcuno che li copra, visto che su Internet (veicolo d’informazione di pubblico dominio e, volendo, soggetto a controlli dell’Escopost) circolavano, oltre allo scambio di complimenti fra “news artists”, deliranti incitamenti alla realizzazione di “cerchi sempre più dettagliati, per mettere in difficoltà gli ufologi nell’effettuazione delle analisi di laboratorio…”.

Quest’ultimo dettaglio crediamo non abbia bisogno di commenti. Sosteniamo con forza, invece, quanto sia scandaloso (da parte di coloro che si trincerano dietro la “scienza ufficiale”, arrogandosi il monopolio della verità) il pontificare sull’ancora indecifrato fenomeno dei crop senza nemmeno essere stati sul campo ed aver considerato “de visu” (spighe alla mano) l’allungamento, l’ispessimento e la piegatura dei nodi (nei casi “genuini”), in contrapposizione alla rottura degli steli (in quelli “artefatti”). Nonostante questa inqualificabile superficialità, questi “novelli inquisitori” si sentono autorizzati a bollare i ricercatori “veri” (che, senza preconcetti, cercano di giungere ad una spiegazione, qualunque essa sia) come “invasati, affetti da alienopatia” e ad etichettare “tout court” ogni pittogramma come il risultato dell’azione di buontemponi o di eventi naturali, magari delle effusioni dei porcospini in amore...(sic!).

Ebbene, questi sono gli “scienziati” che si nascondono (come altre deprecabili categorie) dietro una tastiera, sono i cosiddetti “intern-out”…


“Crop-circle” alieno ? No, grazie…!



 Nella notte fra il 25 e il 26 giugno 2004, in un campo di grano quasi maturo situato in quel di Panocchia, compare “ex abrupto” un’enigmatica quanto affascinante formazione geometrica, che l’irrefrenabile fantasia degli accaldati concittadini interpreterà in seguito, a scelta, come “l’emblema della Mitsubishi”, “il simbolo chimico dell’ozono”, “l’espressione della S.S.Trinità”

Forse quest’ultima interpretazione è quella che potrebbe avvicinarsi maggiormente alla realtà, s’è vero (com’è vero) che il Maligno, notoriamente contrario alla diffusione di tutto quanto è sacro, deve averci messo la coda, anzi, la retta… Mi spiego: viste dall’alto (cosa praticamente obbligata, vista la vicinanza con la pista del volo a vela sita nelle adiacenze), le tre circonferenze non erano perfette, ma presentavano in tre porzioni ben distinte altrettante sostituzioni della linea curva con tratti di semiretta. Segno questo di un’esecuzione dei tracciati apprezzabile, sì, ma pur sempre approssimata, causa forse le obiettive difficoltà che s’incontrano agendo di fretta, alla luce delle torce elettriche e con l’accompagnamento di sciami di…zanzare…! Altro particolare da non trascurare, per la serie “il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, è il fatto che gli steli delle spighe risultavano piegati alla base, come pressati da un peso, e non a livello dei nodi d’accrescimento, peculiarità quest’ultima tipica degli agroglifi autentici







Ciliegina sulla torta, alcune manciate di spighe erano “miracolosamente” sfuggite all’operazione di “restyling”, esperta ma forzatamente concitata, condotta sulla coltivazione mediante il probabile impiego di pesanti rastrelli a denti diradati, unitamente ad assi di legno supportate da funi (secondo una tecnica assimilabile a quella “dell’altalena” e del “compasso”…). 





Le rilevazioni tecnico-scientifiche, poi, non lasciavano alcun dubbio: nessuna calcinazione del suolo, nessuna presenza di microonde e/o radionuclidi, nessuna anomalia del campo magnetico. Solo una certa disomogeneità nella percentuale di distribuzione dei comuni componenti chimici d’un normale terreno agricolo, dovuta (come in seguito ammesso dagli stessi agricoltori) ai ripetuti interventi di trattamento della coltivazione con prodotti chimici di sintesi (diserbanti, fertilizzanti, ecc.).





E gli alieni ? Se c’erano (e non abbiamo motivo di dubitarne…), sicuramente si erano mimetizzati tra le frasche del vigneto attiguo, rimandando ad ottobre (nelle scuole del loro pianeta è ancora in uso questa arcaica nonché barbara prassi…) non tanto i maldestri artefici di quell’incomprensibile simbologia, quanto la realizzazione del loro prossimo messaggio: questa volta, però, genuino, anche se (vista la stagione) in un campo di mais…

APPENDICE:


CROP PANOCCHIA



ZONA CENTRALE DEL PITTOGRAMMA (intersezione delle circonferenze)






COMPONENTE





SIMBOLO CHIMICO



PERCENTUALE



Biossido di Silicio





SiO2 (Alpha quartz)



33 %


Gesso





CaSO4.2H2o


- - -


Silicio





Si (Silicon)


17 %


Fluorite





CaF2


- - -


Goetite





FeOOH



17 %


Ematite





Fe2O3


- - -


Calcite





CaCO3


33 %



CROP PANOCCHIA



CENTRO DELL’AREA CIRCOLARE AD EST
                                                                                          





COMPONENTE





SIMBOLO CHIMICO



PERCENTUALE



Biossido di Silicio





SiO2 (Alpha quartz)



14 %


Gesso





CaSO4.2H2o


- - -


Silicio





Si (Silicon)


3 %


Fluorite





CaF2


66 %


Goetite





FeOOH



7 %


Ematite





Fe2O3


3 %


Calcite





CaCO3


7 %

 CROP PANOCCHIA



ZONA ESTERNA AL PITTOGRAMMA (al limitare del vigneto adiacente)






COMPONENTE





SIMBOLO CHIMICO



PERCENTUALE



Biossido di Silicio





SiO2 (Alpha quartz)



4 %


Gesso





CaSO4.2H2o


- - -


Silicio





Si (Silicon)


4 %


Fluorite





CaF2


73 %


Goetite





FeOOH



15 %


Ematite





Fe2O3


4%


Calcite





CaCO3


- - -












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