“Solo se sei pronto a considerare possibile l’impossibile,

sei in grado di scoprire qualcosa di nuovo”.

(Johann Wolfgang Goethe)

“L’importante è avere un pensiero indipendente:

non si deve credere, ma capire”

(Hubert Revees)


“L’Uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”

(Hubert Revees)

sabato 10 aprile 2021

NUVOLE… di questo mondo

                                                                 

                                           foto scattata da C.C. a Parma - 11-06-2016


                                                                    Emilia Ventura

                                                   Coordinatrice CUN Liguria – Genova

                                                   Revisione e adattamento di G.Pattera

                                                      Coordinamento CUN – Emilia


Le persone con un bisogno psicologico di credere alle meraviglie non sono più prevenute e credulone delle persone con un bisogno psicologico di non credere alle meraviglie (C.Fort)


Chi non ricorda quando, da bambini, ci si divertiva (con poco, allora…), sdraiati sulla soffice erba d’un prato, a cercare nelle nuvole una qualsivoglia somiglianza con oggetti, volti di persone, animali e quant’altro la nostra spontanea fantasia ci suggeriva…?

Orbene, dando per scontata la risposta affermativa, oggi (che bambini, ahimè, più non siamo…) ci risulta difficile trovare il tempo e la spensieratezza di ripetere il gioco… anzi, direi che le nuvole appartengono ormai al nostro passato, dal momento che (purtroppo) il cielo non lo guardiamo quasi più…  


                              Formazioni nuvolose al tramonto a San Marino, Maggio 2017
  

Tuttavia, a volte, ci si trova di fronte ad eventi atmosferici talmente inconsueti che non si può far a meno di indugiare con lo sguardo rivolto verso l’alto, chiedendoci attoniti ed increduli: ma… è vero ciò che vedo…? Ma è possibile? E se è vero, che cos’è?

Nella lunga, costante e paziente raccolta delle segnalazioni di “eventi fortiani” (1) che giungono a noi, “cronisti del mistero” (definizione riveduta e corretta dal sottoscritto: l’originale, secondo la “vox populi”, corrisponde a “quelli fuori di testa”…), trovano posto anche le nuvole: ma non a forma di “disco volante”, come alcuni amano spacciare sulle pubblicazioni sensazionalistiche, bensì… beh, giudicate voi…!

                                                    NUBI LENTICOLARI, Sardegna

GENOVA-Bòrzoli: è l’estate del 2005, primi giorni di luglio.

C.B. abita a Genova-Bòrzoli, piccolo borgo di campagna ad ovest del capoluogo ligure.

È una località rurale e tranquilla, sita all’estremità d’una lunga vallata, costeggiata da colline non molto alte ed attraversata da un’unica strada, che raggiunge l’immediato entroterra periferico della città.

C.B., come tutte le mattine, si alza presto per andare a lavorare in un’officina che dista circa 2 km. da casa. Dunque, erano le cinque del mattino; mentre C.B. si stava vestendo, distrattamente guarda fuori dalla finestra rivolta ad est. Era l’alba ed il cielo era chiaro e sereno, d’un bel colore azzurro-cobalto, in cui campeggiava un’unica nuvola bianca: sembrava un enorme batuffolo di cotone o, se preferite, una gigantesca cucchiaiata di panna montata, leggermente inclinata e dalla base piatta. Il tutto sovrastava apparentemente, ad est, il centro della città.

C.B. l’osservò con attenzione: era attratto da questa visione, anche perché dall’interno della nuvola si sprigionavano delle saette, precedute da bagliori di lampi, come accade quando si è in presenza di nuvole tempestose. Pensò allora che doveva sbrigarsi a recarsi al lavoro, in quanto di lì a poco si sarebbe probabilmente scatenato un temporale.

Uscì di casa, tenendo d’occhio la nuvola che non si muoveva dalla sua posizione e da cui continuavano a sprigionarsi lampi e saette (quest’ultime più bianche della nuvola stessa), ad un ritmo di 2-3 secondi gli uni dalle altre. Particolare straordinario: non si udiva alcun rumore di tuono, ma soltanto un suono particolare, assimilabile allo sfrigolìo che producono i fili elettrici quando si toccano e sprigionano scintille.

Nel frattempo il cielo continuava a rischiararsi e nessuna nuova nuvola appariva.

Lo strano fenomeno durò piuttosto a lungo: infatti C.B. ebbe modo di osservarlo anche dopo l’uscita da casa e lungo il percorso verso il luogo di lavoro. Purtroppo l’officina è situata più a valle e ad un certo punto la nuvola uscì dal campo visivo del testimone. Probabilmente il fenomeno continuò, ma non sapremo mai per quanto: C.B. non poteva fermarsi per molto tempo lungo la strada, il lavoro lo chiamava.

Quella nuvola, facendo le dovute considerazioni, non era certo di tipo tradizionale, con quelle saette e quegli sfrigolii che produceva: un fenomeno di “mìmesi celeste”? (2)

Non è da escludere, esiste un’ampia casistica al riguardo…

Sembra che nessun altro abbia osservato il fenomeno, visto anche l’orario ultramattiniero: e poi, chi ha ancora tempo o voglia di guardare il cielo…?

Alcuni dati tecnici: le dimensioni della “nuvola” sono state stimate in almeno 200 metri d’estensione (nella parte frontale) e 20 metri d’altezza; misure calcolate tenendo conto della collina di fronte, che dista circa 1 km. e mezzo dall’abitazione di C.B. Dovremmo anche ritenere che fosse abbastanza vicina, dato che si udiva lo sfrigolìo delle saette.

Abbiamo chiesto ad un meteorologo se nuvole simili esistono in natura, ma la risposta è stata decisamente negativa.


                                                        Disegno originale del testimone

Anno 2009, notte tra il 24 ed il 25 ottobre.

Angela (Stazzano, AL) sta dormendo; inspiegabilmente si sveglia di soprassalto ed esce in giardino: l’orologio segna le ore 02:00. È stato come se qualcuno o qualcosa l’avesse “chiamata fuori”…

Ancora un po’ frastornata guarda il cielo, che generalmente osserva sempre con molta attenzione e vede verso ovest una nuvola luminosa che pulsa.

La nuvola mandava lampi di luce e si poteva notare un nucleo sovrastante che la illuminava. Si trattava probabilmente di un oggetto luminoso che si muoveva a scatti molto veloci ed improvvisi, avanti e indietro, nelle quattro direzioni dx/sx/sopra/sotto, con brevi traiettorie. 

Il fenomeno è durato quaranta minuti (!), dopo di che la luce si è allontanata verso ovest. Angela ha avuto l’impressione che la luce stesse cercando o controllando qualcosa; ha fatto in tempo a chiamare le figlie ed il marito perché desiderava che vedessero anche loro questo strano fenomeno, che così hanno potuto confermare.

Laura (Gavi, AL) abita a pochi chilometri da Angela; vede spesso luci ed oggetti passare sopra la sua casa e possiede un nutrito archivio di fotografie.

Angela il mattino seguente la chiama (sono amiche) per raccontarle il suo avvistamento e Laura la informa che anche lei, la sera prima (24 ottobre), aveva notato quattro oggetti luminosi che evoluivano sopra le nuvole.

Alessandra (Sestri Ponente, GE) abita in collina, da cui gode di una visuale molto ampia verso ovest. La notte tra il 24 ed il 25 ottobre si era alzata per bere ed aveva dato un’occhiata al cielo attraverso la tapparella. La sua attenzione è stata attratta da una strana nuvola luminosa che si trovava sopra il Monte Contessa (alle spalle di Sestri P., ad ovest) e che effettuava movimenti veloci ed improvvisi.  Alessandra ha subito capito che era qualcosa di straordinario e, per lei, il fenomeno ha immediatamente avuto una connotazione “ufologica”. Ha osservato per pochi minuti le evoluzioni della nuvola luminosa e poi è tornata a coricarsi. È rimasta così impressionata da quanto osservato, che una volta riaddormentata ha sognato la nuvola: si è messa ad urlare, svegliando il marito che dormiva tranquillamente…

Anche Alessandra ha notato nel centro della nuvola un nucleo luminoso più intenso, che illuminava con la sua luce la parte sottostante. 

È abbastanza raro che più testimoni, residenti in zone diverse, avvistino lo stesso fenomeno... In questo caso ci sono tre persone che, in un identico lasso temporale, descrivono il medesimo evento e ciò conferisce alle loro testimonianze concretezza ed affidabilità indiscutibili. 

(1)          = Charles Hoy Fort (Albany, 6 agosto 1874 – New York, 3 maggio 1932) è stato uno scrittore e ricercatore statunitense del Paranormale.


Fort è conosciuto per i suoi libri con i quali descriveva eventi strani ed inesplicabili tratti di solito da riviste scientifiche e quotidiani dell'epoca. I suoi libri hanno successo e sono costantemente in ristampa. L'aggettivo fortiano (fortean) è di solito utilizzato per descrivere diversi fenomeni anomali.

https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Fort

Non tutti sanno, tuttavia, che uno dei primi “cronisti dell’insolito” risale addirittura all’epoca degli antichi Romani: Giulio Ossequente (in latino: Iulius Obsĕquens, IV sec. d.C.). Nella sua opera Libro dei Prodigi (De prodigiis) descrive eventi anomali, definiti prodigia, avvenuti a Roma e nei suoi domìni. Il libro contiene molti avvenimenti insoliti come: buoi parlanti, sangue che esce dal terreno, foreste possedute (quando Mitridate dà fuoco ad una Foresta sacra agli dèi maligni viene udita una strana risata), piogge di sangue, terra, latte; statue che sudano o piangono, ecc. L'opera è utile anche per aver riportato alcuni fatti dei quali nessun altro scrittore ha parlato, con grande attenzione alla paradossografia (gr. παράδοξα, lat. mirabilia) anche antropologica: uno Charles Fort “ante litteram” a tutti gli effetti, insomma…

https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Ossequente

(2)          = Cfr. https://giorgiopattera.blogspot.com/2021/02/ufo-e-meteore-un-altro-esempio-di.html

In questo stesso blog.

 

 

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