“Solo se sei pronto a considerare possibile l’impossibile,

sei in grado di scoprire qualcosa di nuovo”.

(Johann Wolfgang Goethe)

“L’importante è avere un pensiero indipendente:

non si deve credere, ma capire”

(Hubert Revees)


“L’Uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”

(Hubert Revees)

giovedì 25 febbraio 2021

UAP: I ROTTAMI NASCOSTI DEL PENTAGONO

 


Notizia ripresa Da: https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/news/ufo_rottami_pentagono_usa_conferma_che_cosa_e_accaduto_cun_delonge-5768394.html

Ufo, i rottami nascosti dal Pentagono: la conferma della Dia dopo le rivelazioni di DeLonge, ex Blink-182. I metamateriali

Adesso, solo adesso, salta fuori che rottami di Ufo attraversano i compiti istituzionali della Dia, Defense Intelligence Agency, che tiene sotto osservazione le forze armate dei paesi stranieri "per prevenire e vincere le guerre".

E in effetti non potrebbe esserci qualcosa di più "straniero" di un Ufo. Ecco allora che sta rimbombando in maniera parecchio stentorea la clamorosa conferma che la Dia ha scritto a proposito di "metamateriali" ritenuti non di origine terrestre, e quindi alieni, posseduti dal Pentagono e affidati allo studio di uno dei più noti appaltatori della Difesa degli Stati Uniti, la Bigelow Aerospace del Nevada.

 La risposta, a lungo attesa, è quella giunta al ricercatore americano Anthony Bragalia che si è appellato al Freedom Of Information Act (la legge sulla Libertà di Informazione).


A questo punto si tratta di una poderosa ammissione che rafforza quanto annunciato nel dicembre del 2018 a Roma nel corso del convegno annuale del Cun (Centro ufologico nazionale) a cui parteciparono Luis Elizondo, ex agente e ex dirigente del programma segreto Aatip (Advanced Aerospace Threat Identification Program), in precedenza Aawsap (Advanced Aerospace Weapons System Application Program), della Dia, e  Tom DeLonge, ex front man della band americana Blink182, fondatore della “To the stars academy of Art and Science”.  Elizondo, ora a fianco di DeLonge, munifico filantropo di queste ricerche, raccontò di essere uscito dalla Dia non condividendo la cappa di segretezza imposta ai quei programmi.

                                                                    TOM DE LONGE

                                                                  LUIS ELIZONDO

Furono loro due a mettere in scacco il Pentagono incassando la fiducia del New York Times che con uno scoop del dicembre 2017 obbligò la Difesa americana a rilasciare tre video girati da piloti militari americani. Video che nel 2019 vennero certificati definitivamente dal Governo americano: gli oggetti ripresi dalle telecamere dei caccia F-18 della Marina sono oggetti volanti non identificati, Ufo, o, meglio, come si dice adesso Uap, Fenomeni aerei non identificati. E sempre loro a Roma rivelarono che il Pentagono da anni possiede detriti di materiali con caratteristiche non riscontrabili in materiali conosciuti sulla Terra e non attribuibili a meteoriti.

E' chiaro che va sempre specificato che per materiali oppure velivoli oppure oggetti "alieni" si intende alla lettera che si ritengono "estranei" alle nostre conoscenze attuali e non necessariamente provenienti da altri pianeti. Conoscenze ufficiali, va aggiunto, perché in passato fenomeni ritenuti alieni erano in realtà originati da esperienze più che terrestri, ma tenute segrete da questo o quello stato per motivi militari.   

A ogni modo ora è lo stesso Cun a riportare la lunga lettera-dossier (oltre 150 pagine) scritta, a tre anni dalla richiesta, dalla Dia a Bragalia che interrogava l'ente americano su detriti, residui, relitti e rottami derivati da incidenti di oggetti volanti non identificati. Agli archivi sono ben registrati ad esempio l'episodio di Ubatuba in Brasile nel 1957 e a Firenze nel 1954 da cui provengono materiali oggetto di indagini che non ne chiarirono la provenienza.

Di queste schegge di materiali "alieni" ne mostrarono in video gli stessi Elizondo e DeLonge a Roma nel 2018.



E non è che questi frammenti arrivano dall'Area 51 a Roswell? Prima o poi c'è sempre chi fa questa domanda e la risposta non può che essere "forse". 

Bragalia non lo esclude. Speculazioni meno scontate, invece, sono relative alle ipotesi che questi materiali potrebbero far fare un balzo alle nostre conoscenze tecnologiche permettendoci di produrre nuove leghe metalliche. Ad esempio Bragalia cita, dopo aver letto la risposta della Dia, il caso del Nitonol, lega "a memoria di forma" di Nichel e Titanio super resistente e super elastico con cui si realizzano oggetti deformabili e in grado di recuperare almeno in parte la forma originale con mille applicazioni dall'industria alla chirurgia.

Viene usata dagli anni Settanta con una storia che riecheggia temi de "L'uomo che cadde sulla Terra" il romanzo di fantascienza di Walter Tevis (La regina degli scacchi) da cui venne tratto il film con David Bowie. Fantascienza, appunto, per adesso. Non è fantascienza invece ciò che da anni fanno gli astronauti sulle stazioni spaziali conducendo esperimenti su liquidi e metalli e sul loro uso combinato che non è possibile sulla Terra, ma che lo diventa in situazioni di microgravità.

I metamateriali

Il ricercatore americano, riferendosi al dossier disvelato dalla Dia, cita le fenomenali qualità dei metamateriali riconducibili agli studi sui detriti alieni. Matamateriali sono quelli che hanno caratteristiche non identificabili con quelle naturali a noi note. Ad esempio si indica la capacità di ridurre la luminosità fino alla completa invisibilità anche da parte dei radar (tecnologie applicate negli aerei stealth) oppure la capacità di comprimere i campi elettromagnetici, proprietà dalle infinite applicazioni a cominciare dalla progettazione di processori e componenti per computer. 

Bragalia, infine, fa notare i tanti Omissis contenuti nei documenti che la Dia gli ha trasmesso, a cominciare da nomi degli scienziati che hanno studiato questi detriti alieni.

Insomma, nel giro di un paio d'anni nel campo dell'ufologia parecchie e notevoli notizie in cerca di conferme le hanno trovate. Un passo avanti che rafforza l'ipotesi che molte risposte siano - aliene o meno - comunque già scritte nei dossier del Pentagono.  

La nota del Cun

Il Centro Ufologico Nazionale italiano «ricorda e precisa che è dal 2007 che la questione dell'esistenza di tali 'materiali esotici' più volte informalmente segnalati è alla sua attenzione grazie alle ricerche del proprio consigliere Alfredo Benni, e che nel 2018 l'ex esponente del Pentagono Luis Elizondo, ospite del VII Convegno Internazionale di ufologia del Cun a Roma, ne aveva pubblicamente dato conferma.

PETER STURROCK

                                                         ALAIN ESTERLE (GEPAN)

Inoltre già dal 1991, come documentano i suoi saggi divulgativi editi da Mondadori, il fondatore e presidente del Cun, il giornalista aerospaziale Roberto Pinotti, ha testimoniato di avere visto consegnare materialmente a Tolosa durante un briefing riservato a tre italo-franco-americano al governativo Cnes (Centre National d'Etudes Spatiales) francese nella persona dell'amico  Alain Esterle, direttore della sua commissione governativa per lo studio degli Ufo Gepan, i frammenti metallici di un Ufo esploso in aria in Brasile sulla spiaggia di Ubatuba nel 1957».

«Alcuni di tali frammenti, in possesso degli Usa e del professor Peter Sturrock della Stanford University californiana e da lui analizzati, sono stati forniti al Cnes in tale occasione per un supplemento di analisi. Durante l'incontro - prosegue il Cun - Sturrock informò Pinotti che quanto analizzato aveva confermato che i reperti erano composti principalmente di magnesio con caratteristiche mai viste prima. Finalmente, dopo la richiesta di rilascio dei documenti secretati sugli Ufo da parte del Senato americano, informazioni già note e segnalate ma senza riscontri materiali da vari seri ricercatori in campo ufologico stanno oggi cominciando ad avere le conferme dovute. 

Si ricordi infine che già dal 1954 l'Italia ha il primato della prima analisi chimica di una sostanza caduta dal cielo durante la massiccia apparizione di formazioni di Ufo su Firenze con molteplici testimoni e l'interruzione della partita di calcio Fiorentina-Pistoiese. Al professor Giovanni Canneri dell'Istituto di Chimica Analitica della locale Università il campione in questione risultò un composto di boro, silicio, calcio e magnesio che in quanto instabile in breve si dissolveva».

Da:

https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/news/ufo_rottami_pentagono_usa_conferma_che_cosa_e_accaduto_cun_delonge-5768394.html

 

 

domenica 21 febbraio 2021

U.A.P., testimoni oculari e… rapporti con i Militari

 


                                   di Emilia Ventura – Genova

                                   Coordinamento CUN – Liguria

                           adattamento di Giorgio Pattera

                             Responsabile Scientifico CUN - Parma



Non è necessario consultare, nelle pagine del “PROJECT BLUE BOOK” o del “CONDON COMMITTEE”, le indagini (ora de-secretate) condotte dalle Forze di Sicurezza USA circa gli avvistamenti UFO (oggi U.A.P.), registrati sia nel continente Americano che in Europa, per rendersi conto della difficile, per non dire conflittuale, gestione dei rapporti (sia “cartacei”, sia “personali”) fra i testimoni oculari di eventi riconducibili a fenomeni UFO e le Istituzioni, specie Militari.

Questo perché i primi temono di essere “classificati” in categorie non certo edificanti (mitomani, burloni, etilisti, tossicodipendenti), mentre i secondi fingono un apparente e compiacente disinteresse ai fatti narrati, malcelando una certa irritazione per il fatto che anche un “povero civile” sia cosciente di ciò che ha visto e che “non avrebbe dovuto vedere”. Così il “tutore dell’ordine” dapprima cerca di ottenere quelle informazioni che gli sfuggono, per poi tentare di “stroncare” la veridicità delle testimonianze, con argomentazioni al limite dell’offensivo nei confronti delle “capacità di intendere e volere” dei testimoni. 

Ecco perché si dice in proposito che il numero degli avvistamenti segnalati corrisponde solo alla punta di un iceberg: la stragrande maggioranza non viene riferita, per le suddette motivazioni.

E come sempre, per non essere tacciati di “enfatica ed ossessiva psicosi persecutoria”, andiamo minuziosamente ad elencare SOLO ALCUNI, per esigenze di spazio e di tempo dei nostri 25 lettori, tra i casi che abbiamo avuto occasione di inchiestare pazientemente (l’omertà, anche in questo ambiente, è di rigore…) nel corso della nostra ultra-quarantennale attività, di concerto con la vicina e feconda regione Liguria, ai primi posti nella casistica ufologica italiana.

Camogli (GE), settembre 2006

La signora M.G.C. abita in uno splendido e caratteristico paese della costa ligure, Camogli, in un appartamento da cui si gode una vista fantastica sul mare e sul promontorio di Portofino.

La sera del 27 settembre 2006, alle ore 22.30, la signora era seduta sul divano. Casualmente, guardando fuori dalla finestra (abita all’ultimo piano dell’edificio), vide passare una luce molto grande, di colore rosso/arancione, che si dirigeva verso ovest, passando dietro alla chiesa che si trova sulla scogliera, a picco sul mare. Non poteva essere né un aereo né una meteora proprio per l’andamento lento della stessa e soprattutto per la notevole dimensione, che la signora valutò come “l’orologio illuminato della chiesa”!

MG.C. si rese subito conto che si trattava di qualcosa di molto strano, non aveva mai viso nulla di simile e corse a prendere il binocolo. Attraverso lo strumento ottico la luce apparve brillantissima, quasi accecante ed in mezzo alla luce rosso/arancio si intravedeva una luce bianca di forma triangolare ed un “qualcosa” di metallico che girava vorticosamente.

Ad un certo punto la sfera luminosa, pur continuando il suo cammino sul mare, fece dei movimenti altalenanti, visibili sia col binocolo che ad occhio nudo, su e giù, dopo di che iniziò ad abbassarsi fino a “sparire in mare”. Questo non oltre l’orizzonte, bensì molto prima, tant’è vero che continuando a guardare col binocolo il punto in cui si era “immersa” la luce, la signora poté osservare un chiarore bluastro provenire da sotto la superficie dell’acqua, chiarore che rimase visibile per più di un’ora!

L’osservazione della sfera luminosa, fino alla sparizione in mare, è durata dai 10 ai 15 minuti.

A convalidare la veridicità dell’inusitato fenomeno interviene la testimonianza di un vicino di casa, che la signora vide armeggiare con il binocolo (anche lui!). Questi dapprima affermò d’aver assistito all’insolito avvistamento, ma il giorno successivo, ad un’ulteriore richiesta di conferma, dichiarò di “non aver visto nulla…” atteggiamento questo, apparentemente inspiegabile, ma del tutto consueto per gli “addetti ai lavori”, causa motivazioni psicologiche che sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede e, comunque, già accennate in precedenza.

L’avvistamento ebbe anche altri testimoni (non è stato possibile identificarli), che a quell’ora stavano passeggiando sul molo del porticciolo e le cui voci e commenti meravigliati furono uditi dalla signora: anche quei passanti, infatti, si stavano chiedendo cosa potesse essere quella stranissima luce…

Dopo l’avvistamento la signora parlò con la figlia, la quale le consigliò di chiamare la Capitaneria di Porto di Camogli. Dato che non ebbe risposta, decise allora di chiamare la Capitaneria di Porto di Genova e raccontò quanto aveva visto, nel modo più semplice e pacato. Terminata la telefonata, la signora pensò che la cosa sarebbe finita lì; ma dopo alcuni minuti fu richiamata dalla stessa Capitaneria, che la informava dell’imminente arrivo a Camogli di una propria motovedetta per effettuare un sopralluogo.

Dopo un po’ di tempo ecco arrivare una nuova chiamata dalla Capitaneria, con la richiesta di ulteriori informazioni sul punto preciso in cui la luce si era inabissata: ma come di consueto, nonostante le attente ricerche protrattesi per lungo tempo, non si trovò nulla…

Anche i Carabinieri intervennero, ma alla signora (contrariamente alla prassi: cfr. la modulistica allegata) non fu richiesto di compilare l’apposito questionario di avvistamento, introdotto nel 1978 ed in dotazione obbligatoria all’Arma dei CC.

Pontedassio (IM), ottobre 2007

Trascrizione testuale del racconto del testimone, Sig.G.M. di Imperia:

“Erano circa le h.16 del 28 ottobre 2007 e stavo percorrendo la strada che da Imperia porta a Garessio (CN), paese sito nell’entroterra imperiese. All’altezza di Pontedassio (7 km. da Imperia) osservo ad est, alto nel cielo e piuttosto lontano, un oggetto molto luminoso che apparentemente sembrava fermo e di cui non distinguevo la forma; ma la sua luce molto bianca, come una lampada alogena, si stagliava nitida contro il cielo limpido di quel pomeriggio.

Incuriosito, mi fermo ad osservare questa luce, che non mi pare assomigli a nulla che io conosca di ciò che generalmente vola in cielo. Guardando meglio, noto che l’oggetto sembra cilindrico e che avanza molto lentamente dirigendosi verso nord-est, accompagnato in questa fase da una luce più piccola, che poi sparisce. La luminosità dell’oggetto è sempre molto intensa e, mano a mano che si avvicina, si nota sempre meglio la forma di quello che sembrava un cilindro di luce. Diviene circolare e poi piramidale. Giunto quasi sopra di me ed altre persone che si erano fermate incuriosite, possiamo vedere chiaramente che l’oggetto ha una forma decisamente piramidale e, cosa straordinaria, la sua superficie è completamente sfaccettata, come quella di un diamante da incastonare; inoltre l’oggetto ruota continuamente e lentamente su sé stesso mostrandoci così tutta la sua struttura.

La marcia di avvicinamento è durata almeno 30 minuti; poi, giunto sopra di noi ad un’altezza di circa 2000 metri, sembra fermarsi e, pur sempre ruotando, rimane così per circa 10 minuti.

A questo punto direi che sono in grado di valutarne la grandezza: ho pensato ad una villetta monofamiliare! Sì, proprio così: un oggetto di circa 40 metri di diametro!

Dopo questa sosta l’oggetto si “spegne”: diviene molto scuro e riprende la sua marcia verso ovest e purtroppo sparisce alla nostra vista, perché si abbassa oltre le montagne che ci dividono da una vallata parallela, in direzione di Nava.

L’avvistamento è durato circa 40 minuti. Sono rimasto molto impressionato da quanto visto.

Vorrei dire inoltre che guardando l’oggetto in avvicinamento ho notato che questo, pur emanando sempre un’intensa luminosità, sembrava a volte essere sfocato, poi vivido, poi sfocato; tanto che, pur non offendendo la vista, poteva comunque dare fastidio per queste variazioni di luce. A questo proposito non so spiegarmi meglio, perché non sono riuscito a capire bene cosa provocasse realmente questo fastidio.

Terminato l’avvistamento, dopo essermi reso conto che dovevo fare qualcosa, ho telefonato ai Carabinieri, ai quali ho dettagliatamente spiegato quanto ho osservato. Bene, dopo poco tempo è arrivato un elicottero, proprio dei Carabinieri, che ha sorvolato la zona. Penso che abbiano osservato “qualcosa”, ma non ci è dato sapere… Inoltre in quel momento anche un Piper stava sorvolando la zona e penso che sicuramente il pilota deve aver osservato l’oggetto. Queste sono mie supposizioni, ovviamente”.

Come si evince dal suo racconto, l’avvistamento ha abbastanza sconvolto il testimone, che ha confessato di non riuscire a credere ancora a quello che ha visto, perché è qualcosa “che non può esistere”!

E’ stato inoltre contattato dall’Aeronautica Militare che, dopo aver ascoltato il racconto dell’avvistamento, ha chiesto che rimanga a loro disposizione…

Crediamo che dopo l’intervento dei C.C. e dell’A.M.I. non ci siano dubbi: un enorme UFO luminosissimo ha realmente attraversato il cielo sopra Imperia.

Va inoltre reso noto che sulla “Stampa” di mercoledì 31 ottobre è apparsa la notizia dell’avvistamento di un oggetto dalla forma simile a quello osservato dal Sig.G.M. da parte di una persona che abita a Pieve di Teco, paese che si trova esattamente nella vallata in cui è sparito l’oggetto passato sopra Pontedassio.

Non è citata la data (sarebbe troppo chiedere più precisione ai giornalisti frettolosi), ma riteniamo che l’avvistamento si riferisca all’oggetto visto dal Sig.G.M., poiché il teste ha affermato che l’oggetto transitato aveva la forma di un cono. Ecco un’altra conferma!

Si sa inoltre che alcuni testimoni presenti all’osservazione su Pontedassio hanno scattato fotografie con i cellulari, ma purtroppo nessuno ancora si è fatto avanti per mostrarle, sempre per non essere tacciato di… ecc.ecc. Peccato, sarebbe stato bello avere delle immagini di un oggetto così straordinario!



Bogliasco (GE), giugno 2012

La sera del 19 giugno 2012, alle h. 22.00 circa, mentre sta guardando la televisione, la Sig.ra Paola sente il marito che esclama: “Che strano! Che strano!”. Incuriosita, guarda fuori dalla porta-finestra (abita in una mansarda da cui domina il mare che si estende da Portofino al Golfo di Genova ed oltre) e vede arrivare da est una luce rosso-arancio-bianca, che procede su una traiettoria al di sopra del sentiero di discesa che generalmente percorrono gli aerei che si apprestano ad atterrare all’aeroporto di Genova (conosce molto bene aerei, luci, posizione e orari dei velivoli, che vede passare ogni giorno).

Dunque, dicevamo, la luce arancione, simile ad un globo luminosissimo, era in avvicinamento verso Bogliasco e si dirigeva precisamente verso il palazzo della Signora, quindi verso nord.

Sorpresa mista a timore cala sui testimoni. Prendono i binocoli, ma la luce stava ingrandendosi sempre di più, mano a mano che si avvicinava all'edificio, fino a raggiungere, sulla verticale di casa, le dimensioni di circa dieci centimetri a distanza di braccio.

A questo punto il globo si è fermato per un attimo, per poi ripartire velocissimo verso l’alto e divenire in brevissimo tempo un puntino grande come una stella. Altra sosta apparente, spegnimento e dinanzi ai due testimoni esterrefatti, da quella che era una luce si è staccato un oggetto scuro, di forma ellittica, che ben si distingueva nella luce opalescente della sera. L'oggetto incomincia a scendere, spostandosi leggermente verso ovest e divenendo nel frattempo sempre più grande. Infine sembrò che la sua corsa terminasse definitivamente in mare. La dimensione dell’oggetto è stata stimata, al momento della caduta, leggermente inferiore al diametro della luna piena. La sua colorazione in quel momento appariva grigio-chiara. I due testimoni durante l’avvistamento sono riusciti a prendere un paio di binocoli, che a dire il vero sono serviti a poco, date le dimensioni dell’oggetto. Inoltre, con un GPS hanno cercato di determinare il punto in cui si trovava l’oggetto, ma proprio in quel momento l'apparecchio ha cessato di funzionare (ma tu guarda la sfiga… particolare, anche questo, di routine per gli inquirenti…). Così si sono limitati ad osservare, con sempre maggior apprensione. L’avvistamento nel complesso è durato circa 10 minuti.

Passato il primo momento di perplessità e sorpresa, la Signora consulta telefonicamente i Vigili del Fuoco, che al racconto dell’avvistamento si limitano a sorridere e ad ironizzare bonariamente. Per nulla soddisfatta di tale reazione, la signora interpella l’Aeroporto, ma le viene risposto che "il cielo era perfettamente sgombro, in assenza di traffico aereo". 

A questo punto, sorpresa nella sorpresa, è intervenuta la Capitaneria di Porto di Genova, chiamando al telefono la signora e facendole molte domande su quanto aveva visto. Evidentemente, i VV.F. o il Controllore di volo del "Cristoforo Colombo", cui la Signora Paola aveva lasciato le proprie coordinate, le avevano trasmesse alla Capitaneria. Infatti, dieci minuti dopo, una Motovedetta raggiungeva lo specchio di mare di fronte a casa dei testimoni ed altre Motovedette sono intervenute in seguito a perlustrare la zona. Ovviamente, le imbarcazioni dovevano già essere in procinto di raggiungere Bogliasco, poiché dal Porto di Genova a Bogliasco si impiegano, via mare, ben più di dieci minuti: quindi l’oggetto era stato già avvistato anche dai Militari… oltre che dai testimoni… segno questo della “reale concretezza” dell’evento… alla faccia dei VV.F. !!!

Durante tutto il fenomeno, i due cani della signora sono rimasti tranquilli; in seguito, avvertendo la tensione dei padroni, anch'essi hanno iniziato ad agitarsi.

Il GPS ha ricominciato a funzionare nel momento in cui tutto si è concluso: un “classico”, ben noto agli “addetti ai lavori”…

Il giorno seguente, la Sig.ra Paola ha telefonato alla Stazione dei Carabinieri di Genova, raccontando quello che aveva visto. I Militari l’hanno informata della presenza sul WEB del “Modulo di segnalazione OVNI”, approntato dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, invitandola a scaricarlo, stamparlo e, una volta compilato, recapitarlo alla Stazione dei C.C. cui si era rivolta. Alla domanda della testimone se poteva trasmetterlo via e-mail (Bogliasco, sulla via Aurelia, dista da Genova una quindicina di km.), le è stato risposto che i moduli compilati dovevano essere consegnati personalmente…

 

MEDITATE, GENTE, MEDITATE…!!!

 

domenica 14 febbraio 2021

UFO E METEORE: un altro esempio di mìmesi celeste?

 


                                                    di Emilia Ventura - Genova

                                                     Coordinamento CUN Liguria

                                                Adattamento di Giorgio Pattera

                                             Responsabile Scientifico CUN – Parma

Rivisitando la casistica ufologica italiana e focalizzando l’attenzione su quella ligure, ci siamo imbattuti in vere e proprie ondate d’avvistamenti condensate in pochi giorni, in cui se ne sono viste veramente “di tutti i colori”: luci colorate che andavano avanti e indietro da un capo all'altro della Regione, seguite e precedute da altre luci che non potevano essere meteore o bolidi.

Occorre comunque chiarire che molti avvistamenti di luci che solcano il cielo sono da ascrivere al passaggio di meteore, che la nostra Terra incontra costantemente nel suo movimento intorno al Sole.

Le più importanti fra queste sono le “meteore a sciami”; questi ultimi si dividono in sette gruppi:

QUADRANTIDI           2-3 gennaio                  velocità media

LIRIDI                           20-22 aprile                   rapide, con scie persistenti

ACQUARIDI                 6 maggio                      molto rapide, con lunghi percorsi

PERSEIDI                      10-12 agosto               molto rapide (lacrime di San Lorenzo)

ORIONIDI                     18-20 ottobre              rapide, con scie persistenti

ANDROMEIDI             17-27 novembre          molto lente

GEMINIDI                    10-12 dicembre            velocità media, bianche, numerose

Oltre a questi sciami, per tutto l'arco dell'anno la Terra incontra meteore con diverse caratteristiche e luminosità.

Dopo questa doverosa premessa, riteniamo che per gli UFO sia facile “mimetizzarsi” con questi frammenti cosmici, se lo vogliono, in quanto di corpi celesti che vagano nei cieli ce ne sono sempre: possono persino scegliere il tipo di velocità, luminosità e scia; non male, vero?

Veniamo ora alla casistica. E' difficile a volte distinguere, specie per chi non conosce i fenomeni astronomici (e sono ancora molti), se la luce osservata è un UFO o una meteora; riportiamo comunque quegli avvistamenti che sembrano essere più attendibili.


Il settembre del 1978 ha visto in pochi giorni un passaggio di globi luminosi variamente colorati, a volte preceduti o seguiti da strane forme non propriamente "meteoriche". Questo periodo è caratterizzato dal passaggio delle epsilon-PERSEIDI (21 agosto - 16 settembre), rapide e con scie persistenti. Tra le numerose segnalazioni pervenute nel suddetto mese, evidenziamo quella del 13 settembre, allorché, intorno alle h. 22:00, furono osservati due oggetti fusiformi passare a distanza di tre minuti l'uno dall'altro. Il secondo era accompagnato da una luce proveniente dal mare: penso che quest'ultima fosse una meteora. Il giorno appresso, 14 settembre, al largo di Deiva Marina alcuni pescatori osservano il passaggio di una luce colorata seguita da un oggetto fusiforme.

Passiamo all’anno 1983: il 6 giugno viene notato nel cielo del capoluogo un UFO fusiforme, preceduto (trenta minuti prima) dal passaggio d’una meteora. Ambedue gli oggetti sono stati osservati da moltissimi testimoni in tutta Italia e la notizia è stata riportata anche dai quotidiani, accompagnata (come sempre) da commenti tra il serio ed il faceto.

Di seguito il racconto di testimoni oculari (persone a noi note e totalmente affidabili).

Giorgio M.: "La sera del 6 giugno 1983, alle ore 22:50, mi trovavo nell'area dell'Ente Fiera di Genova, zona Foce, sulla pista di pattinaggio. Faceva molto caldo e, per dissetarmi, stavo bevendo una  Coca Cola a garganella. Ad un tratto, nell'atto di sollevare la bottiglietta, ho notato a circa 10° sul mare una fonte luminosa, che in pochi istanti ha compiuto un arco di cielo sulla mia testa, andando a "morire" apparentemente all'altezza della Torre di Quezzi, situata su una collina fortificata alle spalle della città. Dal mio punto d’osservazione, la “cosa” si presentava come un corpo non ben definito, molto luminoso e con una lunga scia fumosa, ben distinguibile nel cielo sereno di quella notte. I colori dell'oggetto davano l’idea di un qualcosa in attrito: ho distinto come delle punte infuocate, di una colorazione fra l’argento e l’oro. Non era di dimensioni enormi, ma comunque ben distinguibile; si è spezzato poi in cinque pezzi (ben distinti, come un fuoco d'artificio) ed i frammenti incandescenti si sono "persi" sopra la città. Non ho udito alcun rumore durante lo svolgersi del fenomeno, nemmeno al momento della scomposizione in frantumi. La scia, leggermente brillante, è rimasta in cielo per una decina di minuti, cambiando lentamente forma".

Ricordiamo che in questo periodo (2-17 giugno) lo sciame di passaggio è quello delle SCORPIONIDI, lente e luminose.

Ed ecco il racconto di due testimoni che, da due frazioni vicine, osservarono il passaggio d’un oggetto fusiforme, trenta minuti dopo il fenomeno meteorico.

Fulvia P. (Genova-Bavari, in collina): "La sera del 6 giugno 1983, alle h. 23:15 circa, mi trovavo nei pressi del campo sportivo Ferretti per assistere ad un torneo locale di calcio. Erano con me, oltre al mio fidanzato, molti altri amici e diversi spettatori. Ad un certo punto il mio fidanzato ci ha indicato un oggetto che stava transitando molto lentamente e senza alcun rumore, apparentemente sopra la chiesa di Bavari ed a quota tanto bassa che pensavamo avrebbe colpito il campanile (Bavari è situata a 320 m./slm ed il campanile è alto circa 30 m). L'oggetto da noi visto era molto grande, ben levigato ed aveva la punta conica come un missile; non mostrava sporgenze né sovrastrutture d’alcun tipo: soltanto una luce anteriore, posta come un faro, evidenziava la lucentezza metallica dell’oggetto. Le proporzioni fra lunghezza e larghezza erano come quelle di una cartuccia con bossolo. Dalla parte posteriore fuoriuscivano fumi e scintille simili a stelline, che formavano una lunga coda, rimasta in cielo per circa 15'. L'oggetto procedeva in maniera talmente lenta da farmi pensare che dovesse avere motori ben potenti per poter rimanere quasi sospeso, così, in cielo.

Siamo riusciti a seguirlo con lo sguardo fin quando è scomparso dietro un monte in direzione di Fontanegli. Il giorno dopo ho raccontato tutto ai miei genitori ed ai vicini di casa. Traiettoria dell'oggetto: di fronte a me, da Sud-Est a Nord-Est, per cui alla mia vista presentava il lato destro. Impressioni: ho provato una sensazione di meraviglia e di curiosità nel vedere quest’oggetto, ma non ho avuto la minima paura".

Alessandro B. (Genova-Fontanegli, in collina): "La sera del 6 giugno 1983, alle h. 23.16, mi trovavo col mio cane (un pastore scozzese) nel giardino antistante la mia abitazione (312 m./slm), quando ho scorto verso sud, poco al di sopra della chiesa, una luce tipo faro d'aereo. Pensando che si trattasse d’un velivolo a bassa quota, ho continuato ad osservare la luce in avvicinamento, finché non si è rivelata alla mia vista come un oggetto di forma cilindrica; in seguito ha sorvolato proprio la zona in cui mi trovavo, continuando la sua traiettoria non molto veloce in direzione della Scoffera. L'oggetto si presentava solido, molto luminoso, ma di una luce che mi permetteva tranquillamente l'osservazione; presentava una raggiera di luci più brillanti, ma dello stesso colore dell'oggetto, come una corona di stelline. Se si fosse trattato d’un aereo, direi che quelle “stelline” si sarebbero trovate più o meno al posto della carlinga. L'oggetto procedeva talmente a bassa quota, che, se si fosse trattato d’un aeromobile convenzionale, avrei potuto notarne benissimo i finestrini; non emetteva alcun rumore e lasciava dietro di sé una scia fumosa grigio-azzurra, leggermente brillante, che è rimasta in cielo per diversi minuti. Stupito, ma non intimorito, ho chiamato ad alta voce mia moglie, che non si è presentata se non dopo ripetuti solleciti. Quando mia moglie mi ha raggiunto, ho potuto notare che la scia fumosa era preceduta da un alone luminoso; presumo che l'oggetto abbia percorso la vallata in circa un minuto. A ripensarci bene, né io né mia moglie siamo convinti che l'oggetto abbia attraversato la zona, bensì che esso sia sparito improvvisamente in direzione della Scoffera, come se fosse divenuto invisibile o se si fosse spento. Dato che volava a bassissima quota e si stava dirigendo a Nord verso i monti, ho pensato addirittura che potesse schiantarvisi contro. Il cane non ha dato il minimo segno d’agitazione. (L’abitazione dei testimoni dista circa 200 m. in linea d'aria dal luogo dove molti anni fa sembra sia atterrato un disco volante – N.d.R.).

Impressioni: sono contento di aver visto quella cosa, ma non ho nessuna voglia di rivederla. Con mia moglie ed il Sig. R.B. abbiamo notato nell'agosto del 1981 dal terrazzo di casa il transito d’una meteora, che ha creato in cielo, prima di frantumarsi in diversi pezzi, una sottile scia luminosa di colore azzurro-intenso; ma quel fenomeno non aveva nulla in comune con ciò che ho visto nel 1983".

Altre osservazioni:

13 marzo 1986 - Imperia - ore 21:00 circa. Avvistamento d’un oggetto fusiforme, seguito da un globo luminoso con scia. Meteore: passaggio coda delle Bootidi (10-12 marzo), rapide con scie persistenti.

30 agosto 1988 - Genova - ore 21:00 circa. Avvistato un velocissimo disco (o luce bianca molto luminosa), seguito da un oggetto fusiforme altrettanto luminoso.

Alla luce di questi resoconti testimoniali, ampiamente attendibili, quale commento si può aggiungere?

Esiste probabilmente un nesso fra il transito di meteore e dischi volanti. Già Roberto Balbi (referente CUN per Genova), anni prima, era giunto alla conclusione che il curioso fenomeno non poteva essere liquidato alla stregua d’una semplice coincidenza. Dello stesso parere si è mostrato anche l’ufologo francese Gildas Bourdais, il quale, in occasione del 1° Congresso Nazionale d’Ufologia tenutosi a Firenze il 20 novembre 2004, nel corso della sua relazione "La grande vague del 1954", ha affermato che esiste un legame tra UFO e meteore, consigliando di studiare parallelamente i due fenomeni.

Ma allora, è legittimo chiedersi, che fanno gli UFO? Si intrufolano fra gli sciami di meteore per confondere la povera umanità, o addirittura, quando si presentano sotto forma di luci, imitano questi corpi celesti con cui l’atmosfera terrestre si scontra quotidianamente? A nostro parere fanno entrambe le cose: l'importante è mimetizzarsi e... stupire!

 


APPENDICE:

In questo periodo, 1°–28 febbraio, lo sciame meteorico (detto anche “pioggia meteorica”) che impatta con l’atmosfera terrestre è quello delle “LEONIDI di FEBBRAIO”, appunto, per distinguerlo dall’altro, omonimo sciame che si osserva dal 14 al 21 novembre. Le LEONIDI costituiscono uno dei più importanti sciami meteorici, originato dalla Cometa Tempel-Tuttle. Il picco massimo orario si verifica ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio nei pressi del Sole (perielio). Il nome si deve alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella Costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

 

RIFERIMENTI:

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Sciame_meteorico

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_sciami_meteorici

 

domenica 7 febbraio 2021

Il problema del metodo nell’indagine scientifica

 


                                                           di GIORGIO PATTERA

Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall'altra, nell'analisi matematica e rigorosa di questi dati, associando cioè, come enunciato per la prima volta da Galileo Galilei, le «sensate esperienze» alle «dimostrazioni necessarie», ossia la sperimentazione alla matematica.

Nel dibattito epistemologico si assiste in proposito alla contrapposizione tra i sostenitori del metodo induttivo e quelli del metodo deduttivo. L'approccio scientifico è valutato diversamente, anche in base al suo campo di applicazione, ossia se si riferisce alle scienze naturali, o, viceversa, a quelle umanistiche.

Il Metodo deduttivo ed il Metodo induttivo

Due sono i Metodi che hanno caratterizzato la storia della scienza: il metodo deduttivo e quello induttivo.

Deduzione

E’ il procedimento che muove da assiomi e postulati per ricavarne dimostrazioni e spiegare i fenomeni. Procede partendo da affermazioni universali per giungere ad affermazioni particolari. L’esperienza non ha alcun ruolo, si fonda solo sull’intelletto. Dal latino deducere, cioè trarre da, per ragionamento.

Induzione

E’ il procedimento che muove dallo studio delle esperienze sensibili per arrivare ad una definizione generale ed universale; quindi procede da affermazioni particolari per giungere ad affermazioni universali. Si fonda sull’esperienza.

Sebbene la paternità ufficiale del metodo scientifico, nella forma rigorosa sopra definita, sia attribuita storicamente a Galileo Galilei, studi sperimentali e riflessioni filosofiche in merito hanno radici anche nell'antichità, nel Medioevo e nel Rinascimento.

Secondo Frédéric Kerlinger esisterebbero comunque delle differenze peculiari tra il metodo scientifico ed altri metodi per raggiungere la conoscenza della verità. Egli elenca, citando altri autori, quattro metodi variamente usati per acquisire la conoscenza:

             Metodo della tenacia: si sa che una cosa è vera perché su di essa si fonda la nostra vita e perché si continua a dire che è vera.

             Metodo dell'autorità: una cosa è vera perché stabilita tale da una autorità riconosciuta (la Bibbia, un grande profeta, un grande scienziato, una organizzazione affidabile).

             Metodo a priori (o metodo dell'intuizione): una cosa è vera se è in accordo con la ragione, che per naturale inclinazione tende alla verità.

             Metodo della scienza: per mezzo del quale la nostra sicurezza di sapere è determinata non da qualche fattore umano ma da una realtà esterna, permanente e non influenzata dal nostro pensiero. In questo senso, il metodo scientifico è lo studio sistematico, controllato, empirico e critico di ipotesi sulle relazioni intercorrenti tra vari fenomeni.

In forte disaccordo con l'idea che si possa attingere con sicurezza il sapere dalla realtà esterna, in maniera induttiva, al riparo dalle deformazioni del nostro pensiero, si schiera invece Popper, secondo il quale noi possiamo vedere solo ciò che la nostra mente produce: una teoria può essere sottoposta a controlli efficaci e dirsi scientifica solo se formulata a priori in forma deduttiva. La peculiarità del metodo scientifico consiste nella possibilità di falsificarla, non nella presunzione di "verificarla".

Con Galileo Galilei (1564-1642) è stato introdotto il metodo sperimentale: esso si basa su una prima osservazione, seguita da un esperimento, sviluppato in maniera controllata, in modo tale che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare. L’esperimento ha lo scopo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato, ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel particolare evento.

Nel primo caso (convalida dell’ipotesi) si procede con l’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale che i risultati acquisiti siano attendibili (analisi statistica): i dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene formulata una teoria: quest’ultima viene utilizzata, spesso insieme ad altre teorie, per formulare una legge. La teoria ipotizza la causa o le cause all’origine di un fenomeno, mentre la legge descrive un fenomeno che avviene con una certa regolarità.

Nel secondo caso (rigetto dell’ipotesi) l’ipotesi viene modificata e sottoposta a nuovi esperimenti.

Il metodo scientifico si basa su alcuni presupposti, ad esempio che gli eventi naturali osservati hanno delle cause precise ed identificabili, che ci sono degli schemi utilizzabili per descrivere quanto accade in natura, che se un evento si verifica con una certa frequenza alla base c’è la stessa causa, che ciò che una persona percepisce può essere percepita anche da altri, che si applicano le stesse leggi fondamentali della natura, indipendentemente da dove e quando si verificano determinati eventi.

Il metodo scientifico o sperimentale si articola in due fasi:

             fase induttiva (cioè dallo studio di dati sperimentali si giunge alla formulazione di una regola universale)

             fase deduttiva

La fase induttiva si divide inoltre in:

             osservazioni e misure (in questa fase si utilizza la strumentazione opportuna e si raccolgono i dati)

             formulazione di un’ipotesi, si tenta cioè di spiegare il fenomeno, mediante la “lettura” dei dati sperimentali.

La fase deduttiva si distingue in:

             verifica dell’ipotesi (si sottopongono i dati ad una verifica rigorosa, si fanno delle controprove, ecc.)

             formulazione di una teoria, nel caso in cui l’ipotesi venga confermata.

In pratica il metodo scientifico è un modo di conseguire informazioni sul meccanismo di eventi naturali proponendo delle risposte alle domande poste: per determinare se le soluzioni proposte sono valide si utilizzano dei test (esperimenti) condotti in maniera rigorosa.

La rigorosità del metodo scientifico risiede nel fatto che una teoria non è mai definitiva ma è suscettibile di modifiche o di sostituzioni, qualora vengano alla luce nuovi aspetti non ancora considerati. Il metodo scientifico richiede una ricerca sistematica di informazioni e un continuo controllo per verificare se le idee preesistenti sono ancora supportate dalle nuove informazioni. Se i nuovi elementi di prova non sono favorevoli, gli scienziati scartano o modificano le loro idee originarie. Il pensiero scientifico viene quindi sottoposto ad una costante critica, una modifica ma anche ad una rivalutazione: è questo che lo rende così grande ed universale.

Esempio di metodo scientifico: l’esperimento di Pasteur sul carbonchio (1881).

Il chimico francese Louis Pasteur (1822-1892) condusse nel 1881 un drammatico esperimento. In pratica, utilizzò il Bacillus anthracis, agente infettivo responsabile del carbonchio (conosciuto anche come antrace), attenuato mediante un agente fisico (coltura a 42-43°C: la crescita a tale temperatura ne attenua la virulenza) e lo inoculò successivamente in un certo numero di pecore. La sua idea era verificare l’origine batterica della malattia, contrariamente a quanto affermato da una gran parte della comunità scientifica del tempo, la quale attribuiva il carbonchio all’inalazione dei miasmi ambientali, quindi ad una causa di tipo chimico.


Osservazioni:

le pecore si ammalavano dopo aver trascorso del tempo sui campi infetti;

le pecore si ammalavano se venivano messe a contatto con il materiale in decomposizione presente sui campi o derivante da altri animali malati;

nel sangue delle pecore malate era presente un organismo unicellulare a forma di bastoncello (osservabile al microscopio).

Scopo dell’esperimento:

Dimostrare se il responsabile del carbonchio era il Bacillus anthracis (isolato dal medico tedesco Robert Koch) oppure i miasmi ambientali.

Ipotesi

Forse le pecore potevano acquisire l’immunità qualora fossero venute a contatto con il bacillo attenuato, cioè la cui infettività era stata ridotta mediante un reattivo chimico.

Esperimento

Pasteur selezionò dapprima 60 pecore:

10 di esse furono tenute da parte ed isolate: ciò serviva da controllo;

25 furono sottoposte all’inoculazione (vaccinazione) del bacillo attenuato per ben 2 volte (il 5 maggio 1881 e il 17 maggio 1881);

25 non furono vaccinate.

Successivamente (31 maggio 1881), ai due gruppi di pecore da 25 individui fu iniettata una coltura virulenta di carbonchio, cioè ricca di bacilli non attenuati ma perfettamente vitali.

Pasteur verificò pubblicamente, il 2 giugno 1881, che:

             del primo gruppo, quello delle pecore vaccinate, sopravvissero 24 individui su 25. Si registrò quindi un tasso di mortalità del 4%

             del secondo gruppo, quello delle pecore non vaccinate, ne sopravvissero 2 (moribonde); le altre risultarono decedute. Si registrò quindi un tasso di mortalità del 92%

Teoria

Il carbonchio era dovuto all’azione del Bacillus anthracis. La vaccinazione attiva le difese immunitarie e previene le malattie infettive.

Einstein e la teoria della “lente gravitazionale”.


Ai primi del Novecento, Einstein (1879-1955) rivoluzionò il metodo scientifico con un approccio che stupì i contemporanei: egli formulò la relatività generale partendo non da esperimenti o da osservazioni empiriche, ma basandosi su ragionamenti matematici e analisi razionali compiuti a tavolino.

Inizialmente gli scienziati erano scettici, ma le predizioni fatte dalla teoria, in effetti, non furono smentite dalle misurazioni di Arthur Eddington durante un'eclissi solare nel 1919, che confermarono come la luce emanata da una stella fosse deviata dalla gravità del Sole quando passava vicino ad esso, dimostrando così la teoria della “lente gravitazionale”. In astronomia una lente gravitazionale è una distribuzione di materia, come una galassia o un buco nero, in grado di curvare la traiettoria della luce in transito, in modo analogo a una lente ottica.

La scoperta di Plutone.



 
Altro esempio di applicazione del metodo scientifico fu la scoperta di Plutone, nel 1930. Plutone è il 9° corpo celeste orbitante nella parte esterna del sistema solare, nella fascia di Kuiper. Scoperto da Clyde Tombaugh nel 1930, è stato considerato per 76 anni il nono pianeta del sistema solare, ma nel 2006 l'Unione Astronomica Internazionale lo ha riclassificato come “pianeta nano”, in base alle sue “modeste dimensioni” (inferiori, ad es., a quelle della nostra Luna).

Percival Lowell, sulla base di presunte imperfezioni nelle previsioni dei moti di Urano e Nettuno, aveva previsto già nel 1905 la posizione di un eventuale nono pianeta. Tombaugh utilizzò un astrografo da 13 pollici per scattare foto della stessa porzione di cielo, a distanza di alcune notti. Per facilitarne l'individuazione, inventò pure una macchina (stereocomparatore) che mostrava alternativamente le lastre fotografiche, per scoprire se qualcosa si era mosso rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Fu un lavoro estremamente impegnativo, perché ogni fotogramma di cielo conteneva migliaia di oggetti: si calcola che Tombaugh osservò circa 45 milioni di oggetti celesti, finché il 18 febbraio 1930, sei mesi dopo il suo arrivo all'Osservatorio Lowell, Tombaugh individuò Plutone.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico

https://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Eddington

https://it.wikipedia.org/wiki/Lente_gravitazionale#:~:text=In%20astronomia%20una%20lente%20gravitazionale,analogo%20a%20una%20lente%20ottica.

https://it.wikipedia.org/wiki/Clyde_Tombaugh

https://it.wikipedia.org/wiki/Plutone_(astronomia)

https://it.wikipedia.org/wiki/Vaccino_anticarbonchioso#:~:text=Nel%20mese%20di%20maggio%201881,anti%2Dantrace%20preparato%20dallo%20studioso.

https://slideplayer.it/slide/583251/

NUVOLE… di questo mondo

                                                                                                              foto scattata da C.C. a Parma ...